Spazio Chora – Associazione di promozione sociale

L’Associazione

Spazio Chora è un’ Associazione di Promozione Sociale (APS), (iscrizione ARTES n. G01213 dell’11/02/2019), nata nel luglio 2018 con lo scopo di promuovere e sostenere le potenzialità del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, dell’età adulta, della genitorialità, far emergere i bisogni e sostenere la famiglia, la scuola, le comunità e le istituzioni, attraverso “servizi sostenibili” e attività di educazione, formazione, consulenza e sostegno psicologico e psicoterapeutico.

L’intento è quello di promuovere il benessere del minore e i suoi diritti, sostenere la crescita, la relazione, i contesti di origine e di appartenenza. L’Associazione ha inoltre come obiettivo anche quello di pianificare e mettere in atto interventi terapeutici precoci ed intensivi rivolti a bambini con Disturbi del Neurosviluppo in particolare con Disturbo dello Spettro Autistico.

Dal 2019 l’Associazione ha avviato con i servizi sociali del Comune di Capena una collaborazione a seguito dell’aggiudicazione di un avviso pubblico per l’attribuzione di un bene confiscato alla criminalità. L’immobile, sede operativa dell’Associazione, è stato ristrutturato e adeguato con finanziamento pubblico nel 2020.

Dal 2018, l’Associazione ha avviato servizi e progetti di inclusione sociale rivolti all’età evolutiva e ai contesti di appartenenza, in particolare:

  • Psicoterapie
  • Sostegno alla genitorialità
  • Sostegno alla coppia
  • Gruppi psicoterapeutici inclusivi (“Favole a merenda” 6-11 anni e” Lezioni di Volo” 12-16 anni)
  • Laboratori psicoeducativi per prescolari e scolari con disturbi del Neurosviluppo
  • Centri estivi (Summer school ed.2018, 2019, 2020, 2021)
  • Spazio Neutro

Definizione “Chora”

Chora è termine greco di difficile o impossibile traduzione.

Platone lo usa nel Timeo per cercare di afferrare quello spazio potenziale, quel ricettacolo, in cui la forma dispiega la propria azione.

Cerca di afferrare tale concetto in un discorso spurio, “bastardo”, poiché si parla proprio di qualcosa che si sottrae e resiste al logos, al concetto.

Qualcosa che non viene del tutto colto dallo spazio concettuale che la tradizione aristotelica assegnerà al termine materia, incardinato nella distinzione di potenza e atto.

Chora è allora termine evocativo e dai contorni sfumati che spinge a considerare il residuo materiale che resiste e dà corpo all’azione della forma, alla formazione.

Cos’è Chōra? Platone, nella cosmogonia del Timeo, descrive un universo composto da due “specie”: l’intellegibile e il sensibile, cioè le idee e la materia. Ma si accorge poi che manca qualcosa, un elemento di unione, di connessione.

Nasce così Chōra «ricettacolo invisibile e senza forma […] dell’intero divenire» (Ti. 49a, 52b). Un’entità che non appartiene alle due specie, come “intermedia” tra la materia sensibile e le idee intelligibili. Chōra è il luogo, lo spazio per la creazione, che non trattiene nulla ma è attraversato da tutto: un’entità spuria, che della sfera sensibile, cioè della materia corruttibile, ha sicuramente il carattere indeterminato, quindi la mutevolezza; e della sfera intellegibile, cioè delle idee incorruttibili, ha invece il carattere necessario, poiché essa stessa è postulata per necessità.

È rivelatorio che, per tentare di definire questo spazio in modo più preciso, Platone lo paragoni a una “matrice” (Ti. 50c; cfr. ” t. 191c, 194d), cioè un particolare supporto che ritiene le tracce senza però lasciarsi determinare dalla loro consistenza sensibile. Non riuscendo cioè a definirla ontologicamente, Platone descrive Chōra in base alle sue funzioni, vaghe quanto necessarie: Chōra riceve ogni cosa, senza prendere mai la forma degli oggetti che ne diventano parte. É fatta per essere un modello per tutte le cose, che muove e prende la forma di ciò che riceve; ed è per questo che sembra ogni volta diversa (Ti. 50c).

Chōra è quindi al tempo stesso è ricettacolo/nutrice, che continuamente riceve e genera (Ti. 49a) e luogo/sede della trasformazione (Ti. 57c, 79d).

Questo si propone SpazioChora: essere lo spazio in cui si tenta di  agire tra gli spiragli, nelle aree di prossimità di sviluppo, nelle latenze attraverso un’ottica trasformativa.